sabato 24 giugno 2017

Notti prima degli esami...lettera ad Eva





Ciao Eva, questo post è dedicato a te e non è altro che la " storia " dei giorni che abbiamo trascorso insieme e qualche piccolo ricordo personale che desidero regalarti
Non l'avrei mai immaginato sai ma nella vita spesso succedono cose inimmaginabile e allora eccomi qui improvvisamente catapultata ai miei 18 anni a studiare per l'esame di Maturità...no, non è successo come nel film immaturi che il mio " pezzo di carta " è stato annullato, niente di così drammatico,anzi, è successo, ed è una cosa bellissima, che tu hai deciso di trasferirti qui da noi per affrontare insieme a me il ripasso della Letteratura Italiana, della Filosofia, della Storia e della Storia dell'Arte. Sono le materie che amo e forse tu hai pensato che una zia appassionata di queste materie potesse essere un'opportunità ma in realtà sei tu che sei stata un'opportunità per me.








Perchè, sarà anche vero che amo e che conosco discretamente la letteratura, ma mai, spontaneamente, mi sarebbe venuto in mente di " ristudiare gli " Inni Sacri " del Manzoni, è stata un'opportunità perchè ho rispolverato tante cose e le ho riviste sotto una nuova luce ed è stato molto bello il confronto, lo scambio di idee con una ragazza della tua età. Sentirti disquisire sullo Zibaldone di Pensieri di Leopardi mi ha fatta ricredere sui giovani di oggi...se c'è ancora qualcuno che ragiona così forse non siamo in pericolo.








Abbiamo studiato tanto, tantissimo. Cominciavamo subito dopo colazione, scendevamo nella frescura della mia biblioteca armate di tè, succhi di frutta e qualche biscotto e davamo inizio all' "operazione Maturità ". Queste pagine dei nostri più grandi autori che mi scorrevano sotto gli occhi mi hanno riempita di entusiasmo, non che io non li abbia più letti dai tempi della scuola, anzi, se oggi li amo così tanto è anche grazie alle letture successive, però questa volta, grazie a te, è stato diverso.
E che soddisfazione quando, dopo tanto tempo speso a parlare del "Canto notturno di in pastore errante " mi hai guardata e mi hai detto : "Sai, non mi piaceva ma adesso penso che non sia poi così male !" Io non ho mai insegnato ma credo che questa sia una delle più grandi soddisfazioni per un docente, far amare qualche cosa che prima non era stato colto ed afferrato nel giusto modo.








Fermarsi per un po' ad analizzare il Pascoli e il suo simbolismo e scoprire un turbamento e una sensibilità in te, ragazza di oggi, così simile al mio, ragazza di ieri...E poi tutti: D'Annunzio, Verga, la Scapigliatura, Montale...un sogno. Sei stata bravissima, studiando gli autori della nostra letteratura hai fatto diversi excursus sulla storia e sulla filosofia...vero, abbiamo tralasciato un po' la storia dell' arte, peccato, avrei avuto molto da imparare da te, è la tua materia e sarà la tua facoltà all'Università, sarà il tuo futuro.








Abbiamo studiato e poi alla sera ci siamo viste qualche bel film, credo che ti sia piaciuta la sera in cui siamo andati in montagna con i nostri amici a godere dell'aria fresca e di un tramonto spettacolare e penso che tu ti sia divertita la sera in cui sono venute da noi Adriana, Chiara e il piccolo Leo per l'apericena. Poi una sera sono venuti a cena i tuoi genitori e ti hanno riportata via e tu, a noi, sei mancata da subito, hai lasciato una spazio vuoto in questa casa.








Giorni bellissimi ( immagino la faccia che stai facendo, ti ho fatta studiare per ore! ) ed inevitabilmente una marea di ricordi che oggi ti regalo con questo racconto.
La mia maturità 42 anni fa ( mamma mia 42 anni...una vita! ). Grandi speranze nel cuore, la Maturità era ( è ) un traguardo, un rito di passaggio, dopo i concitati giorni degli esami tutto sarebbe cambiato: l'Università, Milano, vivere da sola,i miei 18 anni carichi di progetti ed aspettative.









All'epoca l'esame di maturità era diverso da ora: si portavano due materie all'orale, una letteraria e una scientifica, a noi, in più gli insegnanti avevano chiesto una tesina per ogni materia ( quelle che hai sfogliato nei giorni che hai trascorso qui ) prepararle è stato un periodo splendido di ricerca e di studio. Come prima materia io avevo scelto Italiano e avevo chiesto Filosofia. Era possibile, allora - per chi lo desiderava - portare una materia aggiunta, io lo desideravo e scelsi Storia.








Dunque la seconda materia non veniva quasi mai cambiata quindi mi preparavo all'esame con molta tranquillità, in Italiano ero davvero brava e in Filosofia...bè, in quegli anni vivevo di pane d Kant. E poi una tragedia di proporzioni apocalittiche, che tu senz'altro capirai, si abbattè sulla mia testa...mi cambiarono la seconda materia non più la mia amata Filosofia ma Matematica. Ma ti rendi conto? Un incubo...Matematica, a me che ancora adesso non riesco nemmeno a sommare due più due...studio matto e disperato, la certezza di non potercela fare, la disperazione, ....le " notti prima degli esami " a studiare, a tralasciare le materie che amavo per dedicarmi alla matematica e lì, proprio in quelle notti, è nato il mio rapporto di amore - odio per questa materia che ancora oggi mi affascina e mi respinge. Mi affascina, lo immaginerai, per la logica, mi respinge per l'aridità dei numeri.








E poi gli esami, il tema, la versione e il grande giorno degli orali...letteratura  " Il canto notturno del pastore errante, non starebbe a me dirlo ma ho fatto un figurone, poi Gozzano e la domanda, all'apparenza banale, sul colore degli occhi della Signorina Felicita " azzurri di un azzurro di stoviglia " e in quel colore si rispecchiava un mondo fatto " di buone cose di pessimo gusto " che stava lentamente finendo. Dell'orale di matematica, e penso che la cosa non ti sorprenda,  non ricordo praticamente niente, non so nemmeno lontanamente cosa mi abbiano chiesto e soprattutto come io abbia risposto, ma, in modo o nell'altro ce l'ho fatta.









E poi Storia, materia aggiunta, domanda sullo " Statuto Albertino ", preparatissima, uno dei miei " cavalli di battaglia " inizio a parlare e il mio papà, tra il pubblico, non so per quale motivo, comincia a suggerire. A un certo punto non sono più riuscita a trattenermi, mi sono girata e , tra l'ilarità della commissione d'esame, degli altri genitori e dei compagni di classe, ho detto " Papà, piantala di suggerire, e se proprio devi suggerisci almeno giusto e non sbagliato come stai facendo, così mi confondi! "









E poi, improvvisamente, è finita... è finita la Maturità ed è finita una fase della vita, c'era davanti l'estate e poi l'Università e poi scelte importanti, sentivo che diventavo grande.
E poi, Eva, quell'autunno, a Milano, ho conosciuto la tua mamma e da allora non ci siamo più lasciate, anche se ci vediamo poco siamo una dentro l'altra da sempre e stiamo ancora camminando insieme, e tu lo sai. Poco dopo, quasi contemporaneamente sono apparsi nella nostra vita il tuo papà e lo zio Renato, e poi sei arrivata tu e non c'è bisogno che te lo dica, lo sai, ti voglio un mondo di bene.








Ecco, ti auguro di avere tanto successo nei tuoi studi, tanta allegria nella tua vita universitaria come è stato per noi, tanta fortuna nel tuo futuro lavoro ma soprattutto ti auguro un'amicizia come quella che lega me e la tua mamma...un'amicizia per sempre.
Ciao Tesoro, buona vita.
La zia.





( Immagini dal web )

venerdì 9 giugno 2017

Ciao Camilla, cagnolina eroe!







Camilla, 9 anni, coraggiosa, sempre pronta a scattare e a rischiare la sua vita per salvare quella degli altri. Camilla, eroina fino alla fine, muore sul campo, nella sua ultima missione. Dopo giorni di cure in una clinica veterinaria del savonese.








La border collie del nucleo cinofilo ligure dei Vigili del fuoco era diventata famosa per aver scavato senza sosta tra le macerie nelle zone del terremoto di Amatrice, per essere intervenuta anche durante le alluvioni di Genova e a Molo Giano, per aver cercato tra le vittime della Torre Piloti, oltre all'impegno dimostrato durante le centinaia di ricerche di persone scomparse nei boschi.








La cagnolina purtroppo si era ferita il primo giugno proprio mentre cercava un essere umano nelle campagne a ridosso di Bergeggi, nel savonese: tentava di salvare un 34enne di Savigliano, padre di due figli, precipitato con l'auto da un dirupo sull'Aurelia. Per raggiungere l'automobilista, Camilla è caduta in quel maledetto dirupo. Una caduta che le è stata fatale.








Inizialmente sembrava essersi ripresa, tanto che ha continuato a cercare ma poi, esausta, è svenuta. E' scattata la corsa dal veterinario che le ha diagnosticato una brutta lesione interna. Trasferita in clinica le sue condizioni non sembravano tanto gravi. Ma Camilla è peggiorata all'improvviso. E'. purtroppo stata inutile anche la donazione di sangue da parte di altri cani.










Camilla è stata in servizio per oltre 7 anni, accompagnava i pompieri negli interventi più difficili, salvando vite, senza mai mostrare stanchezza. Ha perso la vita per il troppo coraggio. perchè non temeva il rischio e soprattutto perchè amava salvare gli altri.. E' proprio in uno dei suoi soccorsi esterni, quando precipita nel dirupo che mostra la sua forza di voler andare avanti nonostante le ferite riportate. Nonostante la stanchezza. Non si arrende finchè non cade svenuta.








Una domanda sorge spontanea: siamo sicuri che non andava portata dal veterinario subito dopo la caduta, invece di farla andare avanti con le ricerche. C'era proprio bisogno di farla cadere a terra svenuta per capire che non era più in condizioni?








Ciao dolce, piccola Camilla, corri felice nel sole sul Ponte dell'Arcobaleno!





( fotografie dal web )
( fonte Libero )
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mercoledì 31 maggio 2017

La leggenda del Santo protettore di Loreto Aprutino






La leggenda narra come nel IV secolo, un giovane di circa 20 anni di origine greca chiamato Zopito venisse ucciso per non aver abiurato la fede cattolica. Trasportate le sue spoglie a Roma  presso le catacombe di San Callisto, gli abitanti si passarono la notizia di generazione in generazione senza mai far mente locale al giovane, morto in località Vicenne nel comune abruzzese di Loreto.









Appartenenti alla Diocesi di Atri - Penne dal 1252, i loretesi elessero a loro patrono San Tommaso d'Aquino, filosofo, santo e dottore della chiesa, particolarmente conosciuto ed apprezzato in tutta l'Italia centrale.. Finita ma non dimenticata la leggenda, la popolazione all'inizio dell' XVIII secolo si rese interprete di affidare la protezione della località ad un santo di maggior riferimento territoriale e, di colpo, il ricordo verbale di Zopito divenne realtà.








Il  vescovo di Penne, monsignor Fabrizio Maffei, competente per area distrettuale, si recò allora a Roma e dopo accurate ricerche presso il cimitero, trovò una tomba con scolpita con il nome di Zopito e la località di provenienza , Vicenne. Nell'aprile 1711 il cardinale Gaspare di Carpinedo, Vicario Generale, alle dirette dipendenze del Segretario di Stato, cardinale Fabrizio Paolucci, regnando Clemente XI ( Giovanni Francesco Albani), autorizzò monsignor Maffei a riportare le spoglie di Zopito, subito dichiarato martire e santo, prima a Penne e successivamente a Loreto  dal 1863 denominato anche Aprutino ( per distinguerlo dal più noto Loreto in provincia di Ancona) dove furono accolte solennemente da tutta la popolazione tramite il canonico don Gaetano de Mattheis.








La tradizione inoltre riporta che in località Colatuccio, un contadino, incurante del passaggio delle reliquie, continuasse ad arare il proprio campo, colpendo il bue che tirava l'aratro e che l'animale, nonostante le percosse,si inginocchiasse al passaggio. Ancora oggi questa rappresentazione viene rievocata durante la processione ed è un segnale di buon auspicio se il bue si inginocchia senza particolari sollecitazioni.








E pensare che tutta questa interessante ricerca parte invece da una superficialità connessa proprio a questo nome singolare ( obiettivamente noto solo ai loreto - aprutini ) a causa del quale si è arrivati a ritenere che esso rappresenti il frutto dell'immaginazione, avendo ritrovato tra i sepolcri di San Callisto una pietra tombale con su scritto " Sopitus in Domine " che, in realtà, tradotto, vuol semplicemente dire " addormentato nel Signore " e, dunque, priva di qualunque significato storico.








Gli uffici parrochiali di Loreto Aprutino, nella persona del coordinatore Clementino Giovanetti, hanno raccolto invece un'importante documentazione, corroborata da testi di epoca settecentesca, nella quale il riferimento a San Zopito assume la giusta valenza, come del resto in analoghe ricerche sparse per tutto il Paese quando si parla delle vicende riferite ai primi secoli del Cristianesimo alle quali va  accompagnata la tradizione popolare tramandata.








E allora, viva San Zopito, forse morto il 12 ottobre ma in realtà festeggiato ogni anno attraverso una giornata mobile, collegato com'è direttamente al lunedì successivo alla Pentecoste. Quest'anno il 5 giugno






( Sergio De Benedetti, Libero )
( Immagini dal web )

sabato 27 maggio 2017

La Marmellata di fragole e limoni e ricordi dal passato





C'è un aria diversa giù in giardino, il vento non è più gelido ma tiepido, non c'è più neve sulle montagne, c'è una leggera aria d'estate e profumo di fragole tutto intorno.
Le fragole ...non riesco a vederle e neppure a pensarle senza che mi torni prepotente alla memoria il ricordo del mio papà e della nostra comune passione per il pane con le fragole.









Non so come funziona in città ma qui in paese succede che non è necessario uscire ogni mattina per andare dal fornaio ma al contrario è il fornaio, così come il giornalaio, che ogni giorno, di buon mattino fa il giro delle case lasciando pane fresco e ancora tiepido e  per quanto riguarda l'edicolante, notizie quasi sempre sgradevoli.
Bene, anche a casa mia le cose funzionavano così, ogni mattina il panettiere lasciava il sacchetto con il pane, in realtà il sacchetto era un saccone perchè noi eravamo in tanti e le cose funzionavano bene per tutto l'anno, se per caso si avanzava del pane,pazienza la mamma preparava la torta di pane e se l'eccesso era davvero tanto nessun problema lo si dava al vicino per i conigli e a noi tornava sotto forma di uova fresche....








Le cose si mettevano a funzionare un po' meno bene nel periodo delle fragole, eh sì perchè la mia mamma le preparava come le preparava la sua nonna: tagliate a pezzi con lo zucchero, il limone e il succo di una o due arance e lasciate macerare a lungo...il sugo diventava una tentazione incredibile,la passione era non tanto per le fragole quanto per quella " bagna " profumatissima...e inzupparci dentro il pane era una tentazione a cui non aveva senso resistere....








Così in tempo di fragole fin dal mattino mio papà ed io ci aggiravamo furtivi intorno alla cucina a cercare il sacchetto con i panini che mia mamma, conoscendo i suoi polli, occultava nei posti più impensati, quando, finalmente, li trovavamo li nascondevamo per preservarli dalle boccacce adolescenziali del resto della famiglia e poterceli poi godere a fine pasto con le amate fragole...la mia mamma si arrabbiava tantissimo, minacciava di non comprare più fragole ma poi puntualmente arrivavano in tavola...








La passione per pane e fragole mi è rimasta al punto che mesi di dieta ferrea vengono buttati alle ortiche nel giro di pochi giorni,ma come si fa a rinunciare ai sapori di casa, ai sapori che diventano i sapori di una famiglia?   No, proprio non si può...










Questi profumi e questi sapori li ritrovo nella marmellata di fragole e limoni. Avevo trovato questa ricetta anni fa nel blog di Gatto Nero, una ricetta della sua nonna che mi ha subito fatto pensare alle " nostre " fragole ho provato farla ed è stata una vera sorpresa e quindi anche quest'anno mi sono messa all'opera e ha preparato questa squisita marmellata che mi riporta un po' indietro nel tempo.









La Marmellata di fragole e limoni








Ingredienti


1 kg. di fragole

1/2 Kg. di zucchero

2 limoni



Preparazione








Pulite le fragole e mettetele in una casseruola dopo averle tagliate a pezzi









Aggiungete le scorzette e il succo dei due limoni













e lo zucchero


















Lasciare riposare in frigorifero per almeno 12 ore.









Trascorso questo tempo iniziare la cottura 15/ 30 minuti schiumando quando è necessario.








Intanto procedete alla sanificazione dei vasetti secondo le Linee guida del ministero della salute








Quando la marmellata ha raggiunto la giusta consistenza ( che verificherete con la prova del piattino:
la marmellata deve scivolare lentamente ) potete togliere dal fuoco ed invasettare.








Lasciate raffreddare  i vasetti capovolti ( sotto una coperta ) se lo desiderate ribolliteli per 40 minuti. riponete in cantina e...inebriatevi del profumo dell'estate ogni volta che ne aprite un vasetto!





Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")